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I tempi del bambino, “io non ho fretta!”

By 27 Febbraio 2022No Comments

Avere a che fare con un bambino non è solo prendersi cura dei suoi bisogni, è anche prendersi cura del suo tempo, tempo difficile da interpretare perché molto distante dal nostro. È necessario che il genitore rispetti i ritmi di apprendimento e di crescita del proprio figlio per far sì che il bambino sperimenti la vita, nel vero senso della parola. Il bambino vive una dimensione in cui si sta realizzando non solo nell’agire, perfezionando il suo movimento, ma anche nel pensiero, che si struttura poco a poco, si costruisce nella personalità, nella logica e nel pensiero.

Non ha fretta di finire ciò che sta facendo, poiché tutto quello che sceglie liberamente rappresenta un’occasione di apprendimento. Anche se può sembrare, a primo sguardo, un atteggiamento dubbio o pigro, il bambino sta studiando la situazione e come il suo corpo reagisce e può reagire ad essa. A partire dal neonato fino al bambino più grande, quello dell’infanzia è un tempo di costruzione personale e non di realizzazione di un risultato.

La concentrazione del bambino è sacra, in quel momento, egli sta mettendo tutte le sue energie per apprendere e meccanizzare il movimento, per scoprirne le peculiarità e le variabili,  in maniera da usarlo alla perfezione la volta successiva. Ripeterà l’azione talmente tante volte da lasciare l’adulto stupito dalla ripetizione, mentre lui ne sarà estasiato e soddisfatto. Alcuni movimenti possono sembrarci bizzarri o inutili, non sottovalutiamoli, anche quando sembrano errati, lasciamo al piccolo la responsabilità di comprenderli, lasciamogli elaborare le informazioni nei tempi di cui necessita.

 

 

Rigirare un oggetto tra le mani, tentare e ritentare un salto, riordinare i propri giochi o tirarli tutti fuori dai contenitori, sono piccoli traguardi che il bambino può raggiungere unicamente attraverso tentativi successivi fra loro, approssimazioni e graduali aggiustamenti. Questo richiede certamente tempistiche che a noi appaiono lunghe, ma che invece per il bambino sono necessarie. Queste richiedono ripetibili “ancora” da parte del bambino, assecondatelo.

L’esercizio quotidiano del genitore è la pazienza, l’osservazione a distanza e l’incoraggiamento. Non sembra molto ma è tutto ciò che è fondamentale per permettere ai piccoli di apprendere e svilupparsi al meglio. Questo non significa astenersi dall’offrire una guida autorevole, sicura e chiara al bambino, bensì essere capaci di aspettare che il bambino trovi una propria soluzione. Con pazienza, senza mai imporsi con autorità, ma con ascolto e comprensione, per guidarlo dove serve ed esonerarsi dove non è richiesto intervento. 

Non bisogna fare confronti con il fratello, il cugino, l’amico, ciascuno è unico.  Bisogna accettare anche le regressioni, perchè sono parte importante in ogni conquista, accettare le sue difficoltà nelle cose che pensi siano semplici, non esiste facile o difficile. Esiste qualcosa che so fare e qualcosa che posso imparare a fare.

Libri consigliati : il piccolo bruco mai sazio (Eric Carle)

 

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